Come addormentare un neonato: 10 metodi infallibili

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Cercare di far addormentare il proprio bambino, non è una cosa sempre facile. Ci sono bambini più predisposti al sonno e ad un ritmo tranquillo, e altri che purtroppo soffrono di sonni irrequieti oppure dormono molto più di giorno che di notte. Per i neo genitori, specialmente se molto giovani, questo è davvero un grande problema perché non è facile consolare il bambino durante tutta la notte e affrontare con serenità il giorno successivo.

Indubbiamente i consigli delle nonne sono i migliori. Le vecchie pratiche, le coccole, il bagnetto prima della nanna, sono pratiche sempre valide ma bisogna conoscerle. Quando un bambino nasce, la mamma cerca sempre un consiglio e un aiuto dalla propria di mamma, quasi involontariamente e nella maggio parte dei casi.

Oltre a questo, oggi in commercio esistono molti manuali che aiutano i genitori a imparare come far dormire il proprio piccolo.

Uno dei libri più interessanti sull’argomento è di Grazia Honegger Fresco, una pedagogista allieva di Maria Montessori, la donna che ha cambiato la storia della scuola e dell’educazione di bambini e ragazzi. Il libro si chiamaFacciamo la nanna e si basa su molti dei principi della Montessori.

Questi principi si basano su di un metodo molto dolce, rilassato e basato sul naturale ritmo di vita ed evoluzione del bambino. In questo libro, il messaggio principale è lasciarlo esplorare il mondo e fargli trascorrere delle belle giornate. Infatti, secondo quando dice Grazia Honegger Fresco: “Passare una buona giornata predispone ad un buon sonno”. Inoltre i genitori hanno un ruolo fondamentale per il bimbo, perché devono consolarlo, essere sempre gentili ma risolutivi, abituarlo lentamente al ritmo degli adulti e, come detto, lasciarlo esplorare il mondo.

Ecco i 10 consigli.

  1.  

    SEGUIRE IL RITMO DEL BIMBO

Quando un bambino appena nato tende a dormire molto di giorno è la mamma che deve abituarlo a stabile il giusto ritmo. Innanzitutto, bisognerebbe osservare il bambino per capire bene qual è la fascia del giorno entro la quale preferisce dormire. In secondo luogo, la mamma deve eseguire dei piccoli spostamenti di orario per abituare il piccolo a dormire durante la notte. Gli spostamenti del pisolino devono essere piccoli e graduali, di giorno in giorno, e niente di improvviso per non creare degli effetti controproducenti.

In linea di massima, alcuni bambini preferiscono dormire durante la notte mentre altri durante il giorno e questo dipende molto dall’ora in cui sono nati. Se un bambino nasce di giorno, preferirà dormire di giorno e abituarlo al normale ritmo sonno-veglia sarà forse un pochino più lungo e complicato ma niente di impossibile, ci vorrà solo un po’ di pazienza in più.

  1. CREARE DELLE ABITUDINI SEMPRE UGUALI

I bambini, specialmente quando sono ancora piccoli, sono molto abitudinari, amano le ripetizioni e, soprattutto, soffrono di una comune sindrome dell’abbandono quando vengono messi a dormire in una camera che non è la stessa dei genitori. Per limitare al minimo questo dolore, occorre creare delle azioni che siano sempre le stesse, creare delle abitudini, gesti semplici e amorevoli.

Se un bambino si sveglia durante la notte è importante non correre immediatamente da lui, non alzare la voce, non accendere immediatamente la luce e non prenderlo subito in braccio. Occorre ripetere le stesse azioni che si sono compiute quando il bambino si è addormentato, ovvero qualche carezza e parole dolci sussurrate a bassa voce. Il bambino, in questo modo, può sentirsi subito rassicurato.

Anche quando il piccolo deve addormentarsi, è importante creare un rituale, da ripetere sempre, qualunque cambiamento va inserito con calma. Prima di tutto scegliere un orario che può essere dalle 18 alle 20 per iniziare questo rituale. La prima cosa è il bagnetto, abbastanza caldo (38°) e abbastanza lungo (15 – 20 minuti circa). Poi il bimbo indossa il pijamino e consuma una cena leggera. Il genitore può portarlo in camera e leggergli una favola e spegnere la luce. Il genitore può anche restare lì al buio per qualche minuto con il piccolo, sussurrandogli la buonanotte e facendogli qualche carezza sul pancino per farlo addormentare più tranquillo.

È importante eseguire sempre le stesse azioni ed è altrettanto importante che le giovani mamme non vadano nel panico appena sentono il loro bimbo piangere.

  1. DORMIRE INSIEME FINO AL PRIMO ANNO DI ETÀ

Questo è il tempo consigliabile per l’allattamento al seno ed è anche consigliabile che per tutto il tempo il bambino dorma insieme alla mamma. Dormire proprio nello stesso letto potrebbe essere pericoloso per l’eventualità della morte in culla (la cosiddetta SIDS) e la soluzione migliore è sicuramente stare insieme per i primi minuti e poi posizionare il bambino nella sua culla vicino al letto. La vicinanza resta comunque molto stretta ed è dimostrato che un bambino che dorme con la mamma dorme di un sonno molto superficiale ed è, dunque, maggiormente attento agli stimoli di pericolo che possono arrivare durante il sonno, come, ad esempio, il soffocamento, il troppo caldo o un rigurgito.

Il bambino può essere lasciato a dormire nel suo letto e in un’altra stanza solamente quando sarà trascorso il primo anno di età.

  1. SE IL BAMBINO HA UN BRUTTO SOGNO, RACCONTATEGLI CHE ANCHE VOI NE AVETE AVUTO UNO

Quando un bambino si sveglia durante la notte e comincia a piangere perché ha avuto un incubo, è importante correre da lui a consolarlo, ma senza accendere la luce o fare gesti bruschi, con molta calma e cercando di consolarlo al meglio.

La mattina successiva, potrebbe essere il genitore stesso a raccontare al figlio di aver avuto un incubo, magari inventando una storia leggera. Questo può non far sentire solo il piccolo e fargli capire che queste cose possono accadere anche ai suoi genitori. In questo modo, non si sentirà più solo e spaventato.

  1. SE IL BAMBINO CHIAMA LA MAMMA O PIANGE DURANTE LA NOTTE, BISOGNA ANDARE DA LUI

Come detto, trascorso il primo anno di età, il bambino può dormire da solo nella sua cameretta. È molto frequente, però, che durante la notte il bambino si svegli all’improvviso e pianga oppure chiami la propri mamma. Si tratta di un fenomeno abbastanza frequente che compare fra gli 8 mesi e i primi 3 anni di vita del bambino. In questo periodo, il bambino soffre di ansia da separazione che lo porta ad andare nel panico non avendo la sua mamma vicino a lui.

È stato dimostrato che i bambini che si svegliano spesso durante la notte e non vengono ascoltati dai propri genitori hanno un’alta probabilità di sviluppare sia dei disturbi del sonno (sia in età adulta che adolescenziale) sia una grande sfiducia nei confronti dei propri genitori. Il pianto notturno dei propri figli, quindi, non è affatto da sottovalutare.

Con molta calma, la mamma deve sempre accorrere dal proprio bambino, non deve alzare la voce e neanche accendere la luce, ma deve avvicinarsi al proprio figlio molto dolcemente. Se il bimbo soffre molto, la mamma può anche decidere di farlo dormire nel lettone con lei, non è affatto diseducativo, se non fatto di frequente. Prima o poi, i bambini impareranno a dormire da soli e di sonni tranquilli.

  1. NON STIMOLARE TROPPO IL BAMBINO DURANTE IL GIORNO

È vero che per un bambino la notte riflette il giorno, e quando un bambino è eccessivamente stimolato ne risentirà sicuramente durante la notte, oppure durante il sonno che non sarà tranquillo. I bambini, nella loro primissima fase evolutiva hanno si bisogno del gioco ma hanno anche estremo bisogno di stare con se stessi.

Può sembrare molto strano ma quando un bambino non si trova continuamente stimolato dalle persone o da un mondo esterno troppo frenetico, può anche imparare a conoscere se stesso e tutto quello che lo circonda. Perché i bambini aprono e chiudono spesso le manine e, mentre lo fanno, si osservano con attenzione e con aria molto stupita? Proprio perché stanno imparando a conoscersi.

Una situazione all’esatto opposto, vede il bambino continuamente accerchiato da persone diverse che vogliono giocare o che parlano di continuo, oppure capita spesso che il bimbo venga di continuo trasportato da un posto all’arco nell’arco della stessa giornata, come ad esempio, la sua casa, l’asilo, i nonni, il giardino e così via. Questa iper-stimolazione è sicuramente dannosa per il sonno del bambino e per la sua tranquillità nella crescita.

  1. È IMPORTANTE CHE IL PICCOLO GIOCHI DA SOLO

Quando un bambino gioca, si guarda intorno, prova a muoversi e stringe la manine, è importante che lo faccia da solo. La supervisione di un adulto è fondamentale ed importante anche che l’adulto interagisca con il bimbo sono se quest’ultimo gli da segnali di volerlo. Maria Montessori diceva: “Le cure sono il compito dell’adulto; il gioco è il lavoro dei bambini. Se l’adulto agisce di continuo da protagonista nelle situazioni di gioco, il bambino non vive al proprio livello l’esperienza della libera scelta delle proprie azioni, del creare a suo modo. E questo ricade negativamente sulle necessità fisiologiche quotidiane, come sulle sue abilità mentali”.

Il bambino e l’adulto hanno meccanismi di interazione molto diversi e se il protagonista diventa l’adulto il gioco finisce con diventare povero oppure inesplorabile da parte del bambino. Anche attraverso il gioco, fatto a modo suo, il bambino può sviluppare delle doti di indipendenza che gli saranno molto utili sia nel dormire bene durante la notte sia nell’imparare a stabilire un corretto ritmo sonno-veglia.

  1. DI GIORNO, MEGLIO LASCIARE IL BAMBINO LIBERO DI MUOVERSI

Accade molto spesso che i genitori riempiano casa di tutti quegli oggetti e accessori per i bambini e i neonati che si potrebbe quasi avere l’imbarazzo della scelta. Si tratta di sdraiette, girelli, seggioloni, passeggini e chi più ne ha più ne metta. In commercio, esistono tantissimi prodotti di questo tipo che, se possono essere davvero molto utili per i genitori, di certo non lo sono troppo per i piccoli. Adagiare un bambino su di un seggiolone certamente lo tiene buono e controllato ma non gli permette di fare praticamente niente e questo è molto dannoso per la sua crescita.

I bambini molto piccoli hanno bisogno di guardare, di toccare le cose e le persone, hanno un innato senso dell’esplorazione e costringerli su di un seggiolino di certo non è la scelta migliore. La scelta migliore sarebbe preparare uno spazio non troppo grande, magari a terra su di una copertina morbida dove il piccolo possa muoversi e guardarsi liberamente intorno. Durante il giorno, quindi, è importante che il piccolo sia messo nelle condizioni giuste per sviluppare al meglio le sue capacità motorie ed esplorative.

  1. NEL PARLARE AL BAMBINO BISOGNA ESSERE GENTILI MA DECISI

Quando un genitore fa delle domande al piccolo o lo pone di continuo davanti a delle scelte, questo provoca in lui due sensazioni. La prima è che sia più forte il piccolo dei genitori, mentre la seconda è una sensazione di perenne insicurezza e indecisione.

Il bambino ha bisogno di una figura autorevole, di qualcuno che gli possa sempre indicare il giusto ed è quindi sbagliato assecondare tutti i capricci di un bambino. Il genitore, quindi, deve essere risolutivo nelle scelte ma anche molto gentile nel comunicarle e nello spiegarne le motivazioni. Quindi, con molta gentilezza, non bisogna mai dire al piccolo “Ti va di andare a nanna?”, bensì “È ora di andare a nanna”.

  1. SE IL BAMBINO PIANGE, NON DATEGLI SUBITO IL CIUCCIO

Quando un bambino inizia a piangere, la cosa più sbagliata e tappargli la bocca con il ciuccio. Il pianto del bambino è estremamente stridulo e acuto ed è quel segnale che il bimbo emette per far accorre i genitori, per fargli capire immediatamente che ha bisogno di loro. I genitori, però, non devono risolvere la situazione mettendolo subito a tacere ma devono avvicinarsi a lui con calma, con un abbraccio o delle carezze, far sentire la loro presenza. Il pianto è il sintomo che qualcosa non va nel bambino, che ha bisogno di qualcosa oppure sente fame o qualche male. È compito dei genitori imparare a capire di cosa il piccolo ha realmente bisogno.

Allo stesso modo, è sconsigliabile che il bambino prenda l’abitudine di succhiarsi il dito troppo a lungo oppure che prenda per troppo tempo il latte dal biberon, perché, secondo alcuni studi, questo potrebbe causare dei problemi di linguaggio in età adulta.


Designer e giornalista,
oltre alla progettazione, amo fotografare, disegnare e raccontare storie.
Per me, scrivere articoli sul web è importante perchè lo è la diffusione delle informazioni, per rendere liberi e saper leggere fra le righe, anche su argomenti semplici!

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